20 November 2008
APSTI
APSTI – Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani è il network nazionale dei Parchi Scientifici e Tecnologici, a cui aderiscono oltre 30 PST, rappresentativi della quasi totalità delle regioni italiane, per sostenere lo sviluppo economico dei territori attraverso l’innovazione.
L’Associazione opera affinché queste infrastrutture si caratterizzino sempre più come INTEGRATORI tra i bisogni di crescita innovativa delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e piccolissime, e il patrimonio di conoscenza espresso dai Poli di eccellenza Tecnologica e Scientifica, dalle Università e dai Centri di ricerca, mettendo a sistema le funzioni dei tanti soggetti che interagiscono nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
I Parchi, pur essendo molto diversi tra loro, per dimensioni e struttura organizzativa, hanno alcuni fattori comuni come la vicinanza con Università e centri di ricerca, l’offerta di strutture immobiliari e di servizi qualificati per lo sviluppo competitivo di sistemi di PMI, il supporto e la promozione, attraverso gli Incubatori, di start up tecnologiche. Tuttavia il sistema italiano non brilla certo per efficacia e funzionalità . In Italia sono stati censiti oltre 300 centri per l’innovazione e il trasferimento tecnologico (Indagine IPI 2005), che seppur connotati da provenienza, caratteristiche funzionali, giuridiche, territoriali diverse tra loro, operano in un “campo†comune con scarsa complementarietà , integrazione e risultati poco soddisfacenti in relazione alle risorse pubbliche impiegate.
Questo “scenario†si è presentato, fino ad oggi in un quadro istituzionale, caratterizzato da una carenza di politiche organiche, in grado di attuare nuovi modelli organizzativi funzionali alla produzione e diffusione dell’innovazione, ed in carenza di sistematicità e complementarietà nell’utilizzazione dei tanti, (probabilmente troppi) soggetti Consorzi, Agenzie, Poli, Parchi che operano o affermano di operare a sostegno dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
In Italia c’è sicuramente bisogno della sistematizzazione del rapporto Ricerca-Imprese che consenta, così come accade in Europa e nel resto del mondo, che i Parchi – strutture che concentrano fisicamente ed organizzativamente imprese hi-tech, centri di ricerca e servizi per esaltare e stimolare la propensione all’innovazione,, anche attraverso lo sviluppo di economie di scala (condivisione di servizi e spazi comuni) e l’aggregazione su progetti comuni (commercializzazione, finanza innovativa, internazionalizzazione) – possano svolgere al meglio le loro funzioni.
Tuttavia, questo sistema non potrà costituirsi in modo naturale, come è avvenuto in Francia, Inghilterra e nei Paesi Scandinavi poichè il modello prevalente che ha caratterizzato l’esperienza italiana è quella nella quale il flusso di risorse destinate all’innovazione e al trasferimento tecnologico è andato e va tuttora a sostenere quasi esclusivamente l’offerta e non la domanda: l’offerta di know-how, l’offerta di servizi tecnologici, che centri di ricerca, università e centri servizi propongono.
Oggi, in Italia, fatta eccezione per casi rarissimi e con l’esclusione del 1-2% di imprese medio-grandi, è difficile da parte di chiunque abbia disponibilità di know-how e di tecnologia attivare in forma autonoma efficaci azioni di trasferimento tecnologico. In sostanza appare impraticabile la strada della crescita innovativa senza entrare in un complesso e articolato processo al quale partecipino più soggetti specializzati che collaborino sistematicamente e che prenda avvio non dalla disponibilità di conoscenza (offerta) ma dalla evidenziazione e sistematizzazione dei bisogni delle imprese (domanda). Il criterio è valido sia per i settori tradizionali, per i quali è necessaria un’azione di sostegno per il loro sviluppo e/o conversione verso produzioni di eccellenza, sia per la crescita dei settori ad alto contenuto tecnologico. In sintesi dobbiamo far diventare centrale e prioritaria la domanda di innovazione rispetto all’offerta.
Questo, a nostro avviso, rappresenta uno degli elementi focali, e la possibile risposta alla disarmonia di strumenti e di politiche rappresenta una priorità assoluta per il sistema Paese. Appaiono quindi necessarie nuove politiche e nuovi strumenti in grado di disegnare nuove strategie che ci “obblighino†ad azioni omogenee e complementari, e nuovi parametri per rilevare la produttività di ciascun organismo. C’è bisogno di una nuova cultura dell’efficacia e dell’efficienza. C’è bisogno di risultati concreti: crescita dei sistemi di impresa, degli addetti, del fatturato, dei brevetti, del tessuto economico-sociale dei territori.
APSTI ha avviato negli ultimi anni un forte processo di rinnovamento ed è attualmente impegnata nella valorizzazione del notevole patrimonio di competenze scientifiche, tecnologiche ed organizzative presenti nei Parchi, affinché possa divenire il contenuto condiviso ed utilizzato dalla rete, evitando duplicazione di interventi e sprechi di risorse.
Questa rete si sta consolidando e qualificando per affrontare tematiche settoriali e generali per:
promuovere in modo sistematico gli strumenti e le politiche di sostegno e qualificazione delle attività per lo sviluppo dei sistemi di impresa hi-tech;
stimolare e sostenere l’evoluzione innovativa dei settori produttivi di valenza strategica che, insieme, possano garantire una nuova competitività del sistema economico nazionale.
facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese high-tech attraverso un sistema integrato di incubazione.
Oggi sono attive le seguenti Commissioni di lavoro:
Finanza per l’Innovazione, per definire una strategia di approccio al tema della finanza per l’innovazione, che costituisce ad oggi uno dei limiti principali alla nascita ed allo sviluppo di nuove imprese caratterizzate da un elevato contenuto in termini di ricerca e sviluppo;
Incubatori – Start-up – Spin- off, con l’obiettivo di facilitare e supportare la nascita e lo sviluppo di giovani imprese;
Agroalimentare, per integrare e valorizzare in logica cooperativa le competenze e le strutture tecnologiche di servizio;
Il lavoro della Commissione Incubatori ha portato a conoscere in dettaglio la fisionomia e l’operatività degli incubatori (42%) presenti presso i Parchi Scientifici e Tecnologici associati ad APSTI e a due importanti considerazioni conclusive: la prima che nel percorso di creazione di nuova imprenditorialità hi-tech l’incubazione si configura come fase transitoria, la cui naturale accelerazione potrà avvenire all’interno del Parco. La seconda è l’individuazione di un percorso di incubazione riconoscibile e definibile in: politiche di entrata e uscita; organizzazione di servizi; professionalità dello staff di Incubazione; integrazione con il sistema Parco; finanza dedicata.
Di particolare rilevanza i risultati emersi dal lavoro della Commissione agroalimentare che ha lavorato sulla sistematizzazione e valorizzazione comune del patrimonio tecnologico e scientifico presente presso i Parchi, attraverso una Carta comune dei servizi che sarà presentata entro l’anno in corso.
I risultati della Rete dei PST:
- 14 Incubatori supportano la nascita e sviluppo di nuove imprese
- 600 Aziende Hi-tech insediate di cui 140 incubate
- 6.300 Occupati ad elevata specializzazione tecnologica che lavorano presso i Parchi
- 2.500 Aziende usufruiscono dei servizi dei PST
- 115 Centri di ricerca pubblico/privati insediati











