30 January 2009
CITYFUTURES
Abstract Prima Sessione
G A R Y L A W R E N C E
IL QUADRO LOCALE E IL QUADRO GLOBALE NELLA GESTIONE DELLE CITTĂ€
LE CITTĂ€ VINCENTI
For a successful technology, reality must take precedence over public relations, for Nature cannot be fooled.
Richard P. Feynman, “What Do You Care What Other People Think?”
Gli spazi urbani vincenti sono conseguenza di scelte politiche supportate da dati: non sono l’accumulazione di questi ultimi. Deve esserci, infatti, un fattore di traduzione tra le informazioni raccolte e le persone che necessitano delle stesse. Lo scopo reale di ogni cittĂ dovrebbe essere l’ottimizzazione delle condizioni per lo sviluppo umano futuro.
Una delle strategie chiave per la pianificazione degli spazi urbani è la capacità di adattamento. Questo poiché la maggior parte dei sistemi infrastrutturali a supporto dello sviluppo urbano ha una lunga durata temporale e perché il futuro è in realtà caotico e casuale, in altri termini non determinato. La capacità di adattamento di una città è intrinsecamente legata alla necessità politica di far sì che i cittadini intendano il futuro come qualche cosa da abbracciare e non da temere. Questo significa superare particolari fattori emozionali come la nostalgia, la paura o la ricerca della felicità .
Le complicazioni mondiali e le tortuose interrelazioni dei sistemi presenti nei nostri ambienti costruiti sono diventate piĂą chiare attraverso le difficoltĂ che abbiamo man mano affrontato. Uno dei problemi fondamentali del nostro approccio decisionale è dovuto al fatto che quando ci concentriamo su un quesito particolare, lo esaminiamo in profonditĂ . Facendo questo anche una mente ben intenzionata finisce col costruire una serie di muri intorno al problema stesso. Come societĂ , non siamo predisposti a perder tempo per esplorare la larghezza di un quesito, per pensare a come il problema che stiamo esaminando possa essere “connesso con” o persino “causato da” un’altra questione che non è presa in esame sul tavolo della discussione. La nostra inesorabile ricerca di soluzioni sempre piĂą focalizzate ha condotto a progettare sistemi di trasporto che non considerano le destinazioni del suolo, indici territoriali che non tengono conto dei bisogni energetici, sistemi per la gestione dei rifiuti che non riescono a riciclare gli scarti naturali. Nel contesto urbano il quadro è ancora piĂą complesso perchĂ© molti sistemi dai quali si dipende a livello locale sono gestiti a scala regionale o nazionale.
Le questioni, con cui la nostra società si sta confrontando, sono fortemente tecnologiche. Il cambiamento climatico è una realtà accettata sebbene le conseguenze siano ad oggi sconosciute. Stiamo facendo fatica a gestire la diminuzione delle scorte idriche, la rapida urbanizzazione e ri-urbanizzazione, le variazioni demografiche. Queste problematiche ci obbligano, però, a prestare maggiore attenzione agli aspetti ingegneristici, scientifici e tecnici dei progetti. Nello stesso tempo la nostra ricerca di soluzioni non può permettersi di ignorare i bisogni presenti e futuri delle persone. Nel settore pubblico questo significa gestire il lato umano del cambiamento cercando di bilanciare i dati e le informazioni con problemi ugualmente trainanti quali la paura, la nostalgia, l’avarizia e la ricerca della felicità .
L E E S C H I P P E R
LA TRANSIZIONE DEI SISTEMI DI MOBILITĂ€ URBANA
LA SFIDA PER LE CITTĂ€ E PER I TRASPORTI URBANI
Nei prossimi venticinque anni, il numero di abitanti insediati in aree urbane raddoppierĂ superando i cinque miliardi di persone, pari a circa i due terzi della popolazione mondiale. La velocitĂ e la consistenza del processo di urbanizzazione creano nuove problematiche riguardo alla gestione delle risorse, delle infrastrutture e la capacitĂ istituzionale di sostenere la crescita delle cittĂ , specialmente nei paesi in via di sviluppo.
Contemporaneamente, in molte nazioni dell’Asia e dell’America Latina, i sistemi di trasporto urbano sono collassati per la rapida diffusione di mezzi di trasporto motorizzati individuali, per il declino dei sistemi di trasporto collettivo e per la progressiva marginalizzazione di piedi e pedali come mezzi di spostamento a scala locale. Infatti, quella minoranza di persone che usa veicoli individuali a motore ha il potere di intasare la maggior parte dello spazio stradale disponibile e rallentare la maggioranza delle persone. Effetti preponderanti di questo caos sono l’inalazione diretta dei fumi di scarico inquinanti e l’esposizione a lungo termine allo smog fotochimico. Un segnale sempre più preoccupante è l’aumento delle emissioni di CO2
dovute all’impiego di derivati del petrolio.
Ripensare il sistema dei trasporti non significa semplicemente abbassare le emissioni di CO2 dei veicoli per chilometro percorso, ma, piuttosto, creare una città dove l’accessibilità sia così buona che gli spostamenti a lunga distanza non siano necessari e la maggior parte delle comodità sia accessibile a tutti semplicemente spostandosi a piedi, in bici o tramite trasporti collettivi. Nonostante sia dunque necessario creare un sistema organizzato di trasporti pubblici, questo non è sufficiente. La città deve anche essere sicura, offrire lavoro, disporre di spazi aperti, luoghi di divertimento, garantire l’accesso all’educazione, all’acqua potabile, offrire altre comodità collettive e opportunità economiche. Senza queste attrazioni le città deperiscono mentre chi può permettersi di trasferirsi migra verso i sobborghi. Quando, invece, queste comodità sono presenti, le città si arricchiscono di potere attrattivo e crescono in abitanti e prosperità . Questo fatto permette di capire come il sistema della mobilità urbana possa costituire un’opportunità per incentivare, e non per ridurre, lo sviluppo economico.
G E O R G E K U N I H I R O
DISCORSO DI UN ARCHITETTO SULLA SOSTENIBILITĂ€ CULTURALE E AMBIENTALE
STRATEGIE PER IL PROGETTO URBANO: IL CASO DELLE CITTĂ€ ASIATICHE
Il XXI secolo è il secolo del riesame per la società umana. La rivoluzione industriale ha accelerato il consumo delle risorse naturali e ha sbilanciato pesantemente l’equilibrio del nostro pianeta nel corso del “secolo della modernizzazione”.
Il progresso della scienza e dell’ingegneria, alimentato dalle attitudini egocentriche della società umana, ha quasi portato il nostro pianeta al punto del “non ritorno”. Oggi siamo di fronte a questo bivio.
Improvvisamente, dopo quasi quaranta anni di ripetuti allarmi lanciati dagli esperti, la minaccia del riscaldamento globale ha provocato la nascita di un movimento ambientalista a scala globale.
Sebbene, l’educazione dei giovani e delle masse sia ancora, in generale, un compito urgente da affrontare, finalmente, sembra che si stiano facendo alcuni sforzi seri per riequilibrare la relazione tra uomo e natura.
D’altro canto c’è un altro elemento della sostenibilità al quale occorre prestare attenzione: si tratta della “sostenibilità culturale”. Questo filone cerca di sviluppare strategie tese a garantire un equilibrio tra passato e futuro. I monumenti e le città storiche sono ben conservati, grazie agli sforzi del World’s Heritage Program dell’UNESCO.
Tuttavia, ci troviamo di fronte al problema della continuità . Lo sviluppo del secolo scorso è stato così rapido che la sua potenziale eredità non ha avuto il tempo di essere riconosciuta per i suoi contributi culturali. Nelle regioni in via di sviluppo del nostro pianeta, certi edifici e paesaggi sono stati cancellati con grande tranquillità . Il globalismo è una forza potente e può essere benefica
per la nostra societĂ , ma dobbiamo anche fare riferimento al microcosmo delle culture locali e alle loro ereditĂ sviluppando azioni protettive e incentivi per poterle trasmettere alle generazioni future.
Kunihiro illustrerà alcune attività in atto legate alla sostenibilità culturale e ambientale nel contesto asiatico. Saranno presentati gli sforzi di un network di architetti, intenti a identificare e rivitalizzare l’eredità culturale urbana e naturale asiatica del XX secolo, la proposta per la preparazione di giochi olimpici sostenibili dal punto di vista ambientale, predisposta dalla commissione organizzativa dei giochi olimpici di Tokyo 2016,e, infine, sarà descritta una particolare missione che un proprietario terriero locale ha deciso di assumersi per il beneficio della sua comunità : trasmettere l’eredità culturale della sua terra e dei suoi antenati.
Kunihiro presenterà , facendo riferimento sia alla scala macro sia micro ambientale, questa serie di esempi riguardanti la trasmissione delle eredità nazionali e mondiali. Il discorso vorrebbe dare un contributo al dibattito in atto sulla sostenibilità ambientale e culturale nell’ambito del passaggio dalla scala locale e regionale a un contesto globale.


