9 October 2007

Network Tecnologi a confronto

A seguito del percorso di avvicinamento al 1° Convegno della SITdA previsto per l’inizio del 2008, e anche su sollecitazione di alcuni colleghi, ritengo sia utile promuovere ed incentivare l’utilizzo del Network tecnologi messo a punto dal prof. Acocella per la SITdA.
I tempi sono maturi per attivare in rete un forum di esposizione e di discussione aperta a tutti i soci, anche nell’ottica di far acquisire progressivamente una auto motivazione alla partecipazione allargata del progetto generale e una determinazione allo sviluppo di contenuti e relazioni interne ed esterne.
Il Forum intende approfondire la discussione sulle tematiche specifiche introdotte nei tavoli di lavoro del 1° seminario di Firenze e più in generale sul tema della formazione anche in vista delle decisioni da intraprendere per la l’applicazione dei nuovi decreti sulle modifiche degli ordinamenti didattici.
Lo scambio di osservazioni, modelli formativi e problemi didattici riscontrati nelle diverse FacoltĂ  può senz’altro contribuire ed agevolare l’interpretazione e l’aggiornamento del ruolo delle nostre discipline nel quadro generale delle esigenze formative e dei profili oggi richiesti ai laureati in architettura.

Prof. Paolo Felli
Firenze, 4 ottobre 2007

A seguire una serie di estratti documenti inviati dal prof. Di Battista utili ad avviare la discussione. In particolare:
- “11 punti della Direttiva Europea 85/384
- “Professione architetto. Il rilancio della ProgettualitĂ ”- (CNA/CENSIS) Roma 1999
- “Lauree triennali in architettura. Problemi e prospettive” (intervento arch. L. Bellicini) Cresme – Milano 2006.

 

DIRETTIVA EUROPEA 85/384

Dal testo:
(…) Tali studi devono essere equilibratamente ripartiti tra gli aspetti teorici e pratici
della formazione di architetto ed assicurare il raggiungimento:

1. della capacitĂ  di creare progetti architettonici che soddisfinole esigenze estetiche e tecniche;
2. di una adeguata conoscenza della storia e delle teoriedell’architettura nonchĂ© delle arti, tecnologie e scienze umanead essa attinenti;
3. di una conoscenza delle belle arti in quanto fattori chepossono influire sulla qualitĂ  della concezione architettonica;
4. di un’adeguata conoscenza in materia di urbanistica, pianificazione e tecniche applicate nel processo dipianificazione;
5. della capacitĂ  di cogliere i rapporti tra uomo e creazioni architettoniche e tra creazioni architettoniche e il loro ambiente, nonchĂ© la capacitĂ  di cogliere la necessitĂ  di adeguare tra loro creazioni architettoniche e spazi, in funzione dei bisogni e della misura dell’uomo;
6. della capacitĂ  di capire l’importanza della professione e delle funzioni dell’architetto nella societĂ , in particolare elaborando progetti che tengano conto dei fattori sociali;
7. di una conoscenza dei metodi d’indagine e di preparazione del progetto di costruzione;
8. della conoscenza dei problemi di concezione strutturale, di costruzione e di ingegneria civile connessi con la progettazione degli edifici;
9. di una conoscenza adeguata dei problemi fisici e delle tecnologie nonché della funzione degli edifici, in modo da renderli internamente confortevoli e proteggerli dai fattori climatici;
10. di una capacitĂ  tecnica che consenta di progettare edifici che rispondano alle esigenze degli utenti, nei limiti imposti dal fattore costo e dai regolamenti in materia di costruzione;
11. di una conoscenza adeguata delle industrie, organizzazioni, regolamentazioni e procedure necessarie per realizzare progetti di edifici e per l’integrazione dei piani nella pianificazione.

Gli 11 punti delineano una figura professionale di Architetto che si può definire generalista, ma non generica. Evidenziano la necessità di un sapere trasversale che, fondato su “conoscenze” e più in particolare “adeguate conoscenze” porti alle previste “capacità”.
Queste richiamano con forza la centralità dei bisogni umani, dall’ambiente e dei fattori sociali per riassumersi in progetti che soddisfino le“esigenze estetiche e tecniche (…) in funzione dei bisogni e della misura dell’uomo (…) che tengano conto dei fattori sociali, che rispondano alle esigenze degli utenti, nei limiti imposti dal fattore costo e dai regolamenti in materia di costruzione”.

 

CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI/CENSIS
“PROFESSIONE ARCHITETTO. IL RILANCIO DELLA PROGETTUALITA’ – Roma 1999”

La ricerca Censis-CNA segnala:
“La figura dell’architetto si trova a fronteggiare uno scenario professionale in fase di acceleratissima trasformazione. (…) in presenza della crescente complessità tecnico produttiva delle opere, della macchinosità della cornice normativa,della razionalizzazione delle risorse finanziarie, di un cambiamento nel ruolo e nelle funzioni del prodotto che tende sempre più ad integrarsi ad una componente di servizio. In tale contesto risulta (…) coinvolta la figura dell’architetto costretto a ripensare il percorso di costruzione del proprio ruolo, le sue funzioni, i termini dell’identità professionale. Dai processi formativi di base alle scelte di specializzazione (…) occorre sintonizzarsi con un mercato che detta nuove condizioni e impone nuove regole, ma al tempo stesso offre grandi e per certi aspetti forse inedite opportunità”.
Ed evidenzia:
“un ruolo determinate potrà essere svolto dal sistema universitario” che attraverso “una seria ad approfondita analisi del prodotto e dei processi formativi (…) potrà utilmente valutare: il grado di internazionalizzazione professionale; il livello di osmosi tra sistema produttivo e produzione; la spinta al confronto con istituti universitari stranieri (…)”.

Per quanto riguarda lo scenario su “apertura mercato europeo e debolezza del sistema Italia; ampliamento e differenziazione dei mercati; cambiamento organizzativonell’industria edilizia e la domanda tecnicality; la nascita di nuovi mercati professionali” sono proposte le seguenti aree di applicazione.

 

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“LAUREE TRIENNALI IN ARCHITETTURA. PROBLEMI E PROSPETTIVE”
Cresme, Intervento Seminario Ottobre 2006. Arch. Bellicini

 

(…)
1) Impatto delle tecnologie informatiche sul settore. Tecnologie di processo, ingegnerizzazione, ottimizzazione, nuovi prodotti, qui sicuramente è un’evoluzione continua. Vi faccio un esempio: nel settore idrotermosanitario il più grande distributore italiano, che oramai si avvicina ai 700 milioni di fatturato, tratta 600 mila articoli su un universo di 3 milioni di articoli. Oggi per fare un impianto idraulico in Italia ci sono almeno 15 modi, dieci anni fa ce ne era uno.
Chi conosce questi prodotti, chi conosce le opportunità del mercato, chi è in grado di stare dietro al processo di innovazione?
2) Ambiente, risparmio energetico è la strada dei prossimi anni, è inevitabile. Ciclo del prodotto edilizio, bonifica, smaltimento. Il tema chiave rimane quello del risparmio energetico, chi sa progettare con questa logica? Le linee delle Comunità Europea spingono sul risparmio energetico è lo scenario dei prossimi anni.
3) Infrastrutture e città. Si farà trasformazione urbana quando finirà la fase di espansione che stiamo vivendo, la trasformazione resta ma sarà partenariato pubblico e privato. Ma chi sa progettare in project financing? Bancabilità, gestione, valutazione dei rischi, valutazione dei rientri, un nuovo modo di progettare. Oggi il 30 % dei bandi di gara delle OO.PP. in termini di domanda richiede partenariato pubblico e privato, se consideriamo anche i bandi che escono e che non hanno l’importo siamo al 40 % del valore del mercato. Ma chi sa progettare con queste logiche?
4) Tema degli edifici tecnologici.
5) La chiave vera di questo mercato è il Facility management, la gestione. Andate a vedere i tassi di crescita del Global Service, come l’abbiamo chiamato con il solito provincialismo italiano, nel mondo anglosassone non esiste il global service esiste facility management ed è il tema della manutenzione.

Io penso che l’università, come qui si sta facendo, si debba confrontare su alcune questioni, mi sembra che la giornata di oggi sia di questa natura, ma quale è il rapporto tra l’università e il mercato? Quale è il rapporto tra università e innovazione e soprattutto, rispetto agli scenari evolutivi, quale è il rapporto oggi tra università e la critica dei processi di trasformazione?

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alfonso acocella

Il senso dell’editazione dei testi proposti dal prof. Valerio DI Battista alla condivisione dei soci di SITdA è legato all’avvio di un confronto in rete fra il Network Tecnologi.
Questo primo commento per verificare la funzionalità della piattaforma di teknèblog.

Comment by alfonso acocella — 9 October 2007 @ 20:58

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